09 febbraio 2012

Perché il centrosinistra sta sbagliando

Queste parole sono solo il frutto di una riflessione personale sulla situazione politica che sta vivendo la città di Pozzuoli. È ormai nota a tutti la posizione dell'associazione “Noi Re(si)stiamo Qui”, quella di arricchire e non pregiudicare la coalizione di centrosinistra, di non imbarcare Udc e personaggi che hanno sostenuto la maggioranza di Magliulo. Posizione che, ovviamente, rispecchia pienamente tutti i membri dell'associazione.
Per creare una coalizione c' bisogno di un programma e l'unico, o quasi, vincolo che permette “l'apparentamento” è appunto quello di una veduta complessiva su questioni che riguardano la città. Il problema, però, diventa pratico, ma per capirlo bisogna fare qualche passo indietro con la storia di Pozzuoli.

I partiti, le coalizioni, le idee camminano sulle gambe di uomini in carne ed ossa, uomini che hanno i loro pregi e i loro difetti. Mi perdoneranno i soggetti per averli citati, ma per dare un senso pratico dovrò per forza fare nomi e cognomi. Parlerò prima del dato di fatto e poi delle indiscrezioni. Uno è il dato reale, appurato e confermato: il centrosinistra ha chiesto un incontro, al fine di allargare la coalizione, all'Udc. Senza nessun veto ideologico nei confronti di un partito moderato (che va ricercato, nella misura in cui ci siano le condizioni per farlo) è bene chiarire di cosa e di chi, soprattutto stiamo parlando. Nel 2001 un noto esponente dell'Udc, Ernesto Simeoli, era in maggioranza con l'amministrazione Figliolia, nel 2008 l'Udc fa una scelta chiara, precisa: appoggiare la coalizione di centrodestra e l'esperienza breve di Pasquale Giacobbe. Due gli esponenti in consiglio comunale, Marrandino e Simeoli, di cui solo il primo sempre fedele al centrodestra. Con lo caduta dell'amministrazione Giacobbe (sfiduciata da altri consiglieri di maggioranza) pareva quasi che fosse impossibile che il centrodestra si ricompattasse. Eppure, dopo qualche mese, l'armata brancaleone si è presentata compatta alle amministrative del 2011. Coalizione che, è bene ricordarlo, presentò solo dopo il programma elettorale.

È agevole pensare, quindi, che il vincolo del “programma” non sia stato il collante principale della cordata che ha appoggiato Agostino Magliulo. Dopo sei mesi Magliulo va a casa, ma non per la sfiducia dell'Udc, e lo stesso partito al quale il centrosinistra ha chiesto l'incontro fa un manifesto quasi di solidarietà all'amministrazione Magliulo, etichettando come “traditori” quelli che lo hanno sfiduciato. Adesso mi chiedo quale sia la base del confronto con l'Udc, escludendo la logica tatticistica (con l'Udc è più facile vincere). Come si fa in qualche settimana a cambiare idea così drasticamente? Non stiamo parlando di persone che, più o meno, sono state vicine al centrosinistra, hanno votato qualche atto comune, hanno condiviso una linea politica o un'idea di città. No. Stiamo parlando di chi, oggi, se Magliulo fosse ancora sindaco, sarebbe stato ben lieto di continuare quella devastante esperienza amministrativa. Cosa hanno avuto in comune l'Udc cittadino e il centrosinistra locale?

Adesso passiamo alle indiscrezioni. Le transufghe sono in atto e qualcuno in città, già parla di voler passare con il centrosinistra. Stando a quanto dice il chiacchiericcio dei corridoi l'ex consigliere comunale Paolo Tozzi, in maggioranza sia con Giacobbe che con Magliulo (prima Pdl, poi Pozzuoli Futura e adesso non si sa cosa) sarebbe intenzionato a passare col centrosinistra. Non si capisce questo consigliere dal 2008 ad oggi cosa ha condiviso con il centrosinistra. La stessa persona, però, stando sempre a voci che “pensano male”, sarebbe anche in “trattativa” con un non ben identificato centrodestra per fare il sindaco e, per non finire, la stessa persona, secondo indiscrezioni, avrebbe chiesto la candidatura, alle provinciali del 2008, a Sinistra e Libertà, rapportandosi con l'ex presidente della Provincia Dino Di Palma (sinistra). Adesso dando voce alle “supposizioni”, vien da chiedersi qual è la base politica per la quale il Tozzi sarebbe un “ben accetto” nella coalizione di centrosinistra. Altra transfuga, data quasi per certo dai ben informati, sarebbe quella di Domenico Pennacchio, che sta valutando attentamente il passaggio con l'Udc, anche lui “fedelissimo” di Agostino Magliulo, tra i primi sostenitori dell'amministrazione.

Questo è l'errore madornale del centrosinistra: ricercare consenso dall'altra parte. È un consenso sicuro, sono voti in più, che però prescindono dal programma (che ad oggi non c'è ancora) e dalla persona. Vorrei trovare qualcuno che mi dia una motivazione politica a queste scelte, sarò ben lieto di dibattere in modo costruttivo. Però non ci diciamo che sono loro che vengono da noi, perché, fino a prova contraria, è ancora l'Udc che sta “valutando” se far parte del centrosinistra o meno. Chi mastica politica da più tempo di me sa bene che il programma elettorale non conta niente se la persona che lo rappresenta non è garanzia. Sa bene anche che il programma non è garanzia di nulla se prima le persone non lo sono. Però è vero i numeri contano, perché senza numeri non si va da nessuna parte. La via intermedia, a mio avviso, è quella di ricercare consenso tra chi ha condiviso qualcosa in questi mesi con il centrosinistra, partendo dalla battaglia principale: quella contro i poteri forti che vogliono mettere le mani sulla città. Chi ha acconsentito che il consiglio comunale tagliasse i fondi agli scuolabus per disabili, ai lavoratori della mensa in favore di consulenze esterne, chi ha acconsentito che l'ing. Magliulo, poco prima delle elezioni approvasse il PUA per strizzare l'occhio alla Waterfront Spa, chi ha acconsentito alla pagliacciata della Festa dell'architettura, che tutt'era tranne che partecipata, dev'essere individuato come un nemico del “Bene Comune”.

Il consenso va ricercato e come, il compromesso con le forze “moderate” sane della città, va fatto. Ma con due prerogative: coerenza e credibilità politica, senza queste due non si va da nessuna parte. Si può cambiare idea, certo, ma se non hai credibilità il “cambio di idea” è solo un cambio di casacca, magari quella casacca con la “squadra più forte”. Pozzuoli ha bisogno di un governo credibile, che riesca a mettere in atto tutti quei cambiamenti dei quali questa città ha bisogno. Il fallimento del centrodestra non è il fallimento di qualcuno, ma è il fallimento di tutta la classe dirigente che ha appoggiato Magliulo, classe dirigente che noi, centrosinistra di questa città, abbiamo l'obbligo morale di mandare a casa.

Il 2011 abbiamo vinto, tra la gente...abbiamo vinto “per ogni libero voto”, come recitava il manifesto del nostro candidato sindaco. Saranno anche poche le forze sane di questa città, saranno anche “pochi” gli elettori sani di questa città (fermo restando una grande percentuale di astenuti) ma è a loro che noi dobbiamo rivolgerci, è a loro che il centrosinistra deve dare spiegazioni, perché le motivazioni di una tale scelta devono essere date da entrambe le parti, da chi cambia scena e da chi accetta e decide di imbarcare chi fino a ieri era stato dall'altra parte della barricata. Dobbiamo ricercare il consenso tra i commercianti, la cui voce è stata portata in consiglio solo dall'opposizione, dalle forze sociali e produttive della città, dalle associazioni che già ieri erano contro Magliulo e che oggi sono disposte a dialogare con il centrosinistra. Una coalizione credibile non può prescindere da uomini credibili.

Non bisogna ripartire, ma bisogna proseguire sulla scia del 2011, sulla voglia, l'entusiasmo, l'onestà, la coerenza che ha caratterizzato la battaglia per il Bene Comune. Qualsiasi responsabilità va assunta in visione dei prossimi anni. Chi si assume la responsabilità di accettare chi qualche settimana prima era dall'altra parte sappia che sta tramandando alle nuove generazioni un precedente catastrofico: quello che pur di vincere posso allearmi anche con il mio “nemico”. Oggi e sempre in difesa di quel Bene Comune, per arricchirlo e mai pregiudicarne la credibilità.


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07 febbraio 2012

Due incontri per il centrosinistra locale

Pubblicato su Pozzuoli Today

POZZUOLI.C'è fermento in città per le prossime elezioni comunali a Pozzuoli. Numerosi gli incontri che si stanno tenendo in questi giorni e ben due, per il centro sinistra, sono gli appuntamenti per “fare chiarezza” sullo scenario politico che si presenterà alle prossime elezioni amministrative. La scelta portata avanti dal centrosinistra per aprire la coalizione anche ai “lealisti” dell'ex sindaco Agostino Magliulo, presenti dell'Udc, ha messo in fermento le associazioni ed i movimenti politici che si rivedono nel panorama del centro sinistra. L'associazione Pozzuoli è Tua ha organizzato, per venerdì 17 febbraio, all'hotel S. Marta, un incontro, un tavolo pubblico che ha come tema “Quale alternativa al centrodestra?”. Un modo per stanare i partiti politici, dal Pd a Rifondazione Comunista e per capire in quale direzione vuole andare il centrosinistra.

«Partecipiamo tutti – ha affermato Teresa Cannavacciuolo, Presidente dell'associazione Pozzuoli è Tua – con il coraggio di uscire allo scoperto, di parlare di politica, di confrontarci sull'essere comunità e sulla vera identità di questo territorio martoriato dai troppi interessi di parte. Non lasciamoci trasportare da pregiudizi ma facciamo tutti un passo indietro per far si che la città ne faccia cento in avanti. È il momento di impegnarci tutti c'è da ricostruire un paese intero, noi dobbiamo cominciare dalla nostra città».Un modo per “tendere la mano” al centrosinistra, affinché possa guidare la città di Pozzuoli sulla scia del “Bene Comune”. All'incontro sono stati invitati i vari coordinatori e segretari dei partiti di centrosinistra, quindi Pd, Sel, Idv, Verdi e Federazione della Sinistra, che per il momento non fa parte della coalizione. Si prevede anche la partecipazione di altre associazioni politiche, intenzionate a costruire un centrosinistra solido e coerente.

“Negli ultimi anni due amministrazioni di centrodestra ci hanno regalato due Commissari – si legge dalla nota di Pozzuoli è Tua. Straordinari facendo sprofondare la città in un profondo baratro. Pozzuoli, ormai agonizzante, vuole rinascere e vivere. I cittadini vogliono partecipare le scelte politiche che determineranno il futuro di Pozzuoli e non sono più disponibili ad assistere passivamente”.

Ulteriore iniziativa è stata organizzata proprio dal Partito Democratico, prevista per sabato 11 febbraio, alle ore 11.00 presso l'hotel Gli Dei.”Le scelte del Pd per il paese e per Pozzuoli”, questo il titolo dell'incontro, al quale si prevede un dibattito proprio sulla scelta dell'apertura all'Udc. Parteciperanno, oltre al coordinatore cittadino del Pd, Vincenzo Figliolia, anche l'on. Andrea Orlando, commissario del Pd Napoli e l'on. Francesco Boccia.


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27 ottobre 2011

Pozzuoli, troppa paura di essere "sgamati". Niente più riprese in consiglio

Pubblicato su L'Iniziativa, in distribuzione gratuitamente in questi giorni


“Certezza e chiarezza su chi ci riprende. Vogliamo un unico responsabile che possa essere individuato facilmente". Queste sono le dichiarazioni, rilasciate in consiglio comunale, da Guido Iasiello, giovane consigliere del Pdl, che a dire il vero lasciano molto perplessi. Un'autorizzazione per le riprese, da quanto si è capito, che sarà data dal Presidente del consiglio o dai capigruppo, che daranno il permesso a chi voglia anche semplicemente fotografare. Per le riprese video ci sarà una totale restrizione, saranno autorizzate solo le Televisioni locali e regionali, penalizzati, quindi, i molti siti che anche fanno uso di video amatoriali per “raccontare” meglio le attività consiliari. Tralasciando l'aspetto sulla libertà d'informazione è agevole convincersi che è tutto un modo per evitare che le “sbavature” del consiglio comunale possano essere fotografate e, semplicemente, caricate in rete. Non si capirebbe, altrimenti, la motivazione logica di tale scelta. È notorio a tutti, infatti, che all'interno della sala consiliare molte sono le “scene tristi” alle quali i cittadini sono costretti ad assistere: interruzioni, consiglieri che si alzano, parlottano tra di loro, girovagano per la sala o fumano una sigaretta tra i banchi. Forse è proprio questo il vero problema: l'imbarazzo di ritrovarsi in un video che, continuamente, riprenda i costanti comportamenti dequalificanti. Altrimenti ci spieghino la motivazione, nonostante ci siano soltanto quattro giornalisti, uno munito di telecamera professionale e gli altri tre di cellulari e macchina fotografica.


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28 settembre 2011

Festa dell'Architettura: ufficio stampa "esclusivo"

L'informazione che informa, l'informazione che boicotta, l'informazione che inganna, quella che omette, quella che “abboffa”, quella attenta, la distratta. Ci sono tanti tipi di informazione, io ho deciso di fare quella “critica”. Non che voglia sempre denotare le criticità, ma avere un approccio con “spirito critico”, rivelando comprensione e giudizio. Oggi alle ore 12.00, presso una delle stanze della palazzina numero sette del comune di Pozzuoli, si è tenuta una riunione di giornalisti. Solo alcuni. I “convocati” hanno appreso che l'amministrazione comunale, tramite i suoi collaboratori, ha fatto sapere ad un po' di giornalisti (me compreso) che stava per organizzare un ufficio stampa (ossia una serie di persone che si occupano della divulgazione di una notizia/evento) territoriale, per l'evento della Festa dell'Architettura. Tralasciando il pagamento e le modalità di pagamento che sarebbero a carico dell'Associazione Italiana Architetti, eravamo in cinque in quella stanza, a cercare di capire cosa l'amministrazione Magliulo stesse offrendo ad una parte della stampa cittadina. Un “lavoretto”, si, qualche evento di qui, qualche evento di lì, un comunicato..poca roba e qualcosa di soldi in tasca. Che non fa mai male.
È paradossale, assurdo, inconcepibile, inaccettabile la modalità secondo la quale sono (siamo) stati convocati. L'amministrazione, nella persona del sindaco Magliulo, ha deliberatamente scelto chi “convocare”, a chi dare questa possibilità e a chi no, in modo del tutto discrezionale. A chi dare la possibilità di guadagnare un gruzzoletto e a chi no. Molti colleghi erano assenti, tra i quali, e mi preme particolarmente, Gennaro Del Giudice, il direttore responsabile del sito “Cronaca Flegrea”, uno dei cronisti oggettivamente più “in campo”. A questo punto mi chiedo: com'è possibile che l'ufficio stampa di un evento di tale portata si organizzi in modo così grossolano e quasi “segreto”, escludendo di fatto molti giornalisti? Quali sono i criteri secondo i quali l'amministrazione ha scelto oggi di contattare solo cinque dei giornalisti flegrei? Perché non rendere tutto pubblico e organizzare una sorta di “selezione” in base a competenze, esperienze e capacità? Sono meravigliato di come alcune pratiche, che non hanno niente a che vedere con la democrazia, vengano condotte in modo così palese da un'amministrazione. Un attento sindaco, o chi per esso abbia preso questa decisione, non sarebbe mai scivolato in queste bassezze. Ormai, quasi quasi, non sappiamo più cosa aspettarci. Ah, dimenticavo: io l'incarico l'ho rifiutato eh.


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22 settembre 2011

No ai disabili, ai lavoratori e alle fasce meno abbienti. Scandalo? No, una scelta.

Approvato il bilancio comunale. Respinti i quattro emendamenti in favore dei disabili, delle fasce meno abbienti e dei lavoratori della mensa


“Ma io voglio sapere: dove stanno i morti e i feriti!?”. No, no, non è una battuta. È la frase scandalosa (!) che il giovane rampollo di Pasquale Giacobbe, Guido Iasiello, ha detto ieri in consiglio comunale, inveendo contro la scorsa amministrazione regionale. Ma che rispetto delle istituzioni è questo? Non c'è decoro tra i banchi della maggioranza, nemmeno quando si sta per votare un atto importante come il bilancio. Il bilancio di previsione 2011 è stato approvato, gli emendamenti dell'opposizione (sui quali mi soffermerò dopo) sono stati respinti. Con un non-consapevole voto contrario. “Ai voti il primo emendamento...” ha detto il Presidente del consiglio comunale, e dai banchi della maggioranza si sente un passaparola di “NO”. Magliulo lo ricorda a Iasiello, che si avvicina all'orecchio di Totaro e dice: “No”. Passaparola: Dardano, Ferro, Pennacchio, Bifulco. Ok, hanno votato tutti “no”. Dubito conoscano quello che ieri il consiglio comunale ha respinto in bilancio. Erano quattro emendamenti, presentati dai consiglieri d'opposizione presenti in commissione bilancio, tutti, ovviamente, con parere di regolarità, quindi fattibili anche in termini economici. Il primo: L'opposizione chiede di ridurre la spesa per: gli arredamenti dell'amministrazione (21,500 euro), Conferimenti Capitale Società entrate (25,000 euro), Società Multiservizi (25,000 euro), al fine di destinare questi capitali (71,500 euro) alla “individuazione di aree di disagio sociale a cui destinare ulteriori sgravi TARSU”. Tradotto vuol dire che l'opposizione aveva proposto, garantendo invariato il saldo programmatico, di ridurre la tassa sui rifiuti per le fasce meno abbienti. Bocciato. Con la stessa modalità il secondo ed il terzo emendamento chiedevano di ridurre la spesa per i servizi indifferibili per la salvaguardia e incolumità pubblica, per la demolizione di fabbricati abusivi e per l'addetto stampa, i collaboratori del sindaco, le consulenze esterne, la consulenza per il mercato ittico all'ingrosso al fine di “garantire il proseguimento del trasporto scolastico in favore dei soggetti diversamente abili”. Anche a questo l'amministrazione è stata drastica: ha mandato a dire ai diversamente abili che preferisce consulenti esterni e addetto stampa piuttosto che garantire loro il trasporto. Il quarto emendamento presentato dai consiglieri dell'opposizione, invece, è in favore del potenziamento della mensa scolastica, riducendo la spesa delle demolizioni per i fabbricati, salvando, così, quasi cento lavoratori della mensa. Anche questo è stato bocciato. Scandaloso? No, sia chiaro: è una scelta politica che va verso un indirizzo ben preciso: favorire le lobby e calpestare le fasce deboli. Dobbiamo prendere atto che l'amministrazione guidata dal sindaco Agostino Magliulo non ha tenuto conto dei disabili, dei lavoratori della mensa e delle fasce meno abbienti che avrebbero potuto sborsare meno soldi per la Tarsu. Il comune è “strutturalmente deficitario”, è vero. Però adesso basta. Non si accetta più la frase: “non ci sono soldi”, perché i soldi (pochi) c'erano ma si è pensato di spenderli in modo diverso. Questa è l'amministrazione che ci governa. Auguri.


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12 settembre 2011

Il Pdl contro i trasformisti. (non) è una barzelletta!

Caspita! Nelle fila del Pdl di Pozzuoli, durante la conferenza stampa del capogruppo Massimiliano Cutolo (eletto con Pozzuoli Futura) si sentono paroloni. Il coordinatore cittadino, l'Onorevole (perché consigliere regionale) Pasquale Giacobbe, si veste da “salvatore della patria”. Riformare il partito, allargarlo, far partecipare i cittadini alla vita democratica della città, denunciare con forza un trasversalismo di chi non ha senso di responsabilità, “scrostarsi” dalle vecchie logiche. Un rilancio del Pdl, che sarebbe credibile se la classe dirigente del Pdl non stesse sulla scena politica da circa 35 anni (Giacobbe diventa consigliere comunale nel lontano 1988). Giacobbe vuole (parole sue) “Ripristinare le regole riportando il gioco democratico”. Ma cosa vuol dire? Tradotto in politichese significa una resa dei conti interna. Volano parole grosse, accese, anche nei confronti di chi ha scelto di abbandonare il partito di mr. B. e aderire a Pozzuoli Futura. Paroloni come trasformismo e trasversalismo di chi “ha intenzione di governare pur essendo sconfitto dalle elezioni”. Giacobbe contro i trasformisti, lui che nel 1988 e nel 1989 è consigliere comunale con la Democrazia Cristiana fino al 1997 quando si candida nel Partito Popolare Italiano appoggiando la coalizione di centro-sinistra, assessore, poi, nella giunta di centro-sinistra di Vincenzo Figliolia, diventa capogruppo locale del partito de “La Margherita” con il quale si candida alle regionali risultando il primo dei non eletti. Nel 2008 forma un movimento “Moderati per Pozzuoli”, diventa sindaco e rientra in consiglio regionale per l'arresto di Roberto Conte. A seguirlo in questa “rivoluzione” del Pdl locale, per “disintossicare” il partito, il suo fedele consigliere, Antonio Buonaiuto, assessore di centro sinistra nel 2001, consigliere di centrodestra nel 2008, con la lista civica “Per Pozzuoli” ed oggi membro del Pdl. Non per ultimo, nella squadra, Espedito Fenocchio, detto Tito. Consigliere comunista, ex assessore al bilancio della giunta di centrosinistra, diessino per eccellenza, che alle elezioni del maggio scorso si definisce “l'uomo di centrosinistra dell'amministrazione Magliulo”, ha recentemente aderito al partito di Berlusconi. A novembre-dicembre Giacobbe ha annunciato il congresso cittadino del partito. Non potranno sicuramente essere buoni maestri anti-trasformisti Giacobbe, Fenocchio e Buonaiuto. Vedremo.


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30 agosto 2011

Pozzuoli, un centrodestra ridicolo e imbarazzante

Interventi privi di significato dai banchi del centrodestra. Ai partiti, alle organizzazioni, alle associazioni del territorio il compito di alzare il livello delle discussioni

Finalmente! Sono riusciti a fare il consiglio comunale (alla quarta battuta) e hanno nominato il Presidente del Consiglio e i due vicepresidenti. Nessuna delle tre cariche è stata eletta con la maggioranza che ha sostenuto Magliulo, bensì con un accordo trasversale tra l'opposizione (decisiva con i suoi dieci uomini) e i consiglieri di Pozzuoli Futura. Il Presidente del consiglio comunale, infatti, è Paolo Tozzi, membro di Pozzuoli Futura, eletto alla terza tornata con ben 13 voti ed i due vice presidenti appartengono rispettivamente al Partito Democratico (Antonello Artiaco) e alla lista “Città per tutti” (Tommaso Pollice). Un'alleanza “di comodo” che si potrà valutare positivamente o meno solo col tempo e con i fatti. Per il momento, però, l'opposizione ha incassato due risultati: il primo quello di non far eleggere un membro della maggioranza come Presidente ed il secondo quello di “aggiudicarsi” entrambi i vicepresidenti (uno, per consuetudine, sarebbe comunque spettato all'opposizione).
Il dato allarmante non è solo l'instabilità (ormai accertata) di quest'amministrazione che, anche oggi ha dimostrato di non avere i numeri in consiglio comunale (per adesso), ma anche il silenzio e la pochezza di proposta degli uomini del centrodestra. Sono stati quattro gli interventi tra le fila della maggioranza puteolana. Mentre in aula il centrosinistra rimarcava l'inadempienza dell'amministrazione e analizzava il dato politico emerso dell'elezione del Presidente, infatti, le risposte degli uomini del centrodestra sono state prive di significato e di ogni filo logico con la discussione dell'assise. Fabio Costigliola (Pozzuoli Futura) ha “ritualmente” augurato buon lavoro a Paolo Tozzi e ringraziato il centrosinistra , Mario Marrandino (Udc) ha invitato l'opposizione “ad essere minoranza e presentare progetti”, Guido Iasiello (Pdl) ha motivato la sua presenza di Presidente reggente, impostando l'intervento quasi a “colloquio personale” con il capo dell'opposizione, Vincenzo Figliolia e il consigliere Mario Cutolo (del quale non si capisce ancora il suo gruppo consiliare) ha addirittura sollecitato l'opposizione ad “essere più serena”, aggiungendo una sviolinata (insignificante) nei confronti del Primo cittadino. Nulla di politico o di concreto. Che vergogna. Indispensabile sarà il confronto, le proposte e le iniziative che i tanti movimenti, partiti, associazioni o gruppi organizzati, sapranno mettere in campo dopo questo teatrino tutto puteolano.


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