Pubblicato su L'Iniziativa, in distribuzione gratuitamente in questi giorni

“Certezza e chiarezza su chi ci riprende. Vogliamo un unico responsabile che possa essere individuato facilmente". Queste sono le dichiarazioni, rilasciate in consiglio comunale, da Guido Iasiello, giovane consigliere del Pdl, che a dire il vero lasciano
molto perplessi. Un'autorizzazione per le riprese, da quanto si è capito, che sarà data dal Presidente del consiglio o dai capigruppo, che daranno il permesso a chi voglia anche semplicemente fotografare. Per le riprese video ci sarà una totale
restrizione, saranno autorizzate solo le Televisioni locali e regionali, penalizzati, quindi, i molti siti che anche fanno uso di video amatoriali per “raccontare” meglio le attività consiliari. Tralasciando l'aspetto sulla libertà d'informazione è agevole convincersi che è tutto un modo per evitare che le “sbavature” del consiglio comunale possano essere fotografate e, semplicemente, caricate in rete. Non si capirebbe, altrimenti, la motivazione logica di tale scelta. È notorio a tutti, infatti, che all'interno della sala consiliare molte sono le “
scene tristi” alle quali i cittadini sono costretti ad assistere:
interruzioni, consiglieri che si alzano, parlottano tra di loro, girovagano per la sala o fumano una sigaretta tra i banchi. Forse è proprio questo il vero problema:
l'imbarazzo di ritrovarsi in un video che, continuamente, riprenda i costanti comportamenti dequalificanti. Altrimenti ci spieghino la motivazione, nonostante ci siano soltanto quattro giornalisti, uno munito di telecamera professionale e gli altri tre di cellulari e macchina fotografica.