Pubblicato su Il Corriere Del Mezzogiorno
NAPOLI - Quattordici famiglie sfrattate, tanta paura e quasi niente da portare via. È questo il tragico bilancio dopo l'incendio, si presume di natura dolosa, che ha mandato alle fiamme una palazzina di tre piani sita ad Arcofelice, in via Domitiana 90. Il rogo è partito dal deposito di un mobilificio che si trova al piano terra dello stabile e, secondo le prime indagini e i fotogrammi delle telecamere di sicurezza, le taniche di benzina utilizzate per appiccare il fuoco, sarebbero state poste all'ingresso del mobilificio da due persone a piedi, coperte da passamontagna. Una tragedia sfiorata, che ha visto ben sessanta persone ritrovarsi da un giorno all'altro senza più nulla.
Oggi i vigili del fuoco hanno aiutato gli inquilini a recuperare le ultime cose d'importanza rimaste in casa. «Un boato all'una e trenta di notte – afferma uno dei residenti, Christian Bello, che è riuscito a svegliare la sua famiglia e scappare per le scale – nel palazzo non si vedeva più nulla, è stata un'esperienza tragica, tutto ricoperto da fuliggine». Le dodici famiglie che sono rimaste senza un tetto in questi giorni dormiranno presso gli alberghi della zona, che si sono messi a disposizione per altri nove giorni, il tempo per riuscire a trovare un'altra sistemazione. Molta solidarietà anche da parte dei commercianti e dei ristoratori, che già ieri sera hanno provveduto al cibo. Paura, sgomento e rabbia stamattina, quando tutti gli inquilini del palazzo hanno focalizzato a mente lucida la gravità dell'accaduto. «Non ci hanno portato nemmeno una bottiglia d'acqua – dice un'altra vittima di quest'incendio – nemmeno una sedia per far accomodare le persone più anziane, che sono rimaste tutta la notte in piedi. Le istituzioni sono assenti».
LE INDAGINI - In queste ore i carabinieri della Compagnia di Pozzuoli, diretti dal capitano Roberto Spinola, continuano ad indagare e non si esclude nessuna pista. «Io non ho ricevuto nessuna minaccia o estorsione – afferma Carmine Cacciapuoti, proprietario del mobilificio – li avrei cacciati via o denunciati. Adesso – continua Cacciapuoti – dobbiamo però pensare alle famiglie che hanno perso la casa». Su questo versante si aggiunge anche l'associazione nazionale antiracket “Sos Impresa”, coordinata da Luigi Cuomo.«La dinamica dell'incendio – afferma Cuomo – è tipica di atti intimidatori. La cosa importante è che Cacciapuoti ha rivelato la sua assoluta disponibilità a collaborare con le forze dell'ordine qualora dovesse avere una richiesta estorsiva. È una tragedia che parla a tutta la città ed a tutti gli altri imprenditori della zona, e Cacciapuoti insieme a noi ha invitato i commercianti a non farsi vincere dalla paura, perché non si può fare impresa con la paura. Stando insieme – continua Cuomo – saremo più forti di questi criminali che hanno tentato di far morire sessanta persone. Sono criminali sanguinari che non possono essere lasciati liberi ed impuniti».
CESARO: MASSIMA ATTENZIONE - L'accaduto verrà anche ripreso dai due incontri sulla legalità previsti per il 21 marzo, uno al mercato ittico di Pozzuoli e l'altro all'Istituto Ipsar Petronio del mega quartiere popolare di Monterusciello. Anche il presidente della Provincia di Napoli, Luigi Cesaro, ha espresso preoccupazione per l'accaduto, invitando anche i candidati del centro destra «a prestare la massima attenzione per evitare qualsiasi contatto o contiguità con affiliati a clan camorristici, sempre pronti ad infiltrarsi nelle maglie della pubblica amministrazione». Forti le polemiche, da parte dei residenti dello stabile, nei confronti della Protezione Civile, che non ha prestato soccorso agli sfollati. Oggi la palazzina è stata posta sotto sequestro per il proseguimento delle indagini, ma gli abitanti di Via Domitiana 90 sono preoccupati per furti ed eventuali “sciacallaggi”, a danno delle abitazioni inagibili, che potrebbero esserci durante la notte.







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