02 giugno 2009

Progetto Waterfront e "sviluppo" del territorio...a porte quasi chiuse!

Oltre 600 milioni di euro per i Campi Flegrei. Quello che è stato presentato nel corso del Forum “Campi Flegrei 2010-2020”, tenutosi a Pozzuoli nel padiglione Ansaldo Breda. Presentate, quindi, i primi investimenti e tutti gli interventi per lo sviluppo dei Campi Flegrei e per la riqualificazione dell’area una volta occupata dagli insediamenti dell’industria pesante (il così detto Waterfront o Master Plan). Proposte ed obiettivi per tutti i campi flegrei, con interventi già programmati: dalle stazioni, alle strade, porto, parcheggio, Rione Terra, Tangenziale ed area ex Sofer. Una miriade di progetti finanziati con fondi pubblici e privati, quasi tutti nell’ambito dei finanziamenti della legge 887/84, istituita per la riqualificazione delle zone colpite dal bradisismo. Opereranno con interventi pubblici le società: Copin Spa, Intraflegrea Progetti Spa, Ati Costruire Spa, Icg Spa e il Consorzio Rione Terra. Gli interventi eseguiti dal 1990 fino ad oggi, quindi parliamo di quelli eseguiti e di quelli ancora in corso come il Rione Terra, Via Napoli, la Cumana di Pozzuoli, Cantieri, la cumana di Baia e tanti altri, sono ad un totale di quasi 500 milioni di euro. Solo la riqualificazione dell’area Ex Sofer e parte del Rione Terra hanno visto investimenti di Privati. La Waterfront flegrea Spa è la società privata che vuole investire oltre 350 milioni di euro tra il Master Plan, progettato dall’architetto newyorkese Peter Eiseman, e il Rione terra.

Il trasporto “su ferro”
Una serie di investimenti che riprogetteranno tutta la costa flegrea, mettendo maggiormente in rete i comuni flegrei con la città di Napoli. In corso di esecuzione, infatti, i progetti per riammodernare la stazione di Baia con un finanziamento pubblico di oltre 19 milioni di euro, in fase di finanziamento (18 milioni di euro) è invece il progetto del percorso pedonale meccanizzato che collegherà la stazione e la piazza di Baia con una sorta di tapirulan. Sempre per gli interventi ”su ferro” è stato progettato un riammodernamento della stazione di Torregaveta (31 milioni di euro). Dei tempi e della durata dei lavori, però non c’è traccia. Con gli stessi finanziamenti (ex art. 1 comma 18 legge 887/84) la società mandante, I.C.G. 2 S.p.A. (la mandataria è l’ ATI: COSTRUIRE S.p.A.), ha già realizzato gli interventi per la stazione Mostra (iniziati nel 1990), Stazione Montesanto (iniziati nel 1995), stazione di Baia (nel 1996, costruita in curva e mai aperta), Stazione Gerolomini-sistemazione costone e stazione Cantieri (1996), il II° stralcio di Montesanto (1997) ed il terzo lotto di Montesanto (2008). Tutti gli interventi già realizzati aggirano attorno alla cifra di oltre 70 milioni di euro, mentre per quelli da realizzare o in corso d’opera la cifra è di quasi 60 milioni di euro. “L’obiettivo è quello di unire tutti i Campi Flegrei con il resto della rete ferroviaria campana – ha affermato l’assessore regionale ai trasporti, Ennio Cascetta – e già per l’anno prossimo abbiamo previsto treni nuovi per le nostre reti ferroviarie, per le strade invece –contnua Cascetta – è previsto un investimento di 450 milioni di euro”. Buoni progetti, quindi, per le reti e per le stazioni ferroviarie, che si spera non si concluderanno come la Stazione di Baia, costata oltre 7 milioni di euro. Nessun riferimento, però, alla rete ferroviaria che collega la periferia con Napoli. La parola Circumflegrea non viene proprio menzionata, a dimostrazione del fatto che nessun intervento è previsto per la rete ferroviaria “suburbana”. Eccetto il misero riferimento al probabile riammodernamento della stazione di Torregaveta, non si parla di Licola, del megaquartiere, di Quarto. Zone da valorizzare e in alcuni casi da riqualificare ma completamente escluse da una visione flegrea di turismo.

Variante di Via Campana e trasporto intermodale
Il trasporto intermodale è un trasporto effettuato con l’ausilio di una combinazione diversa di mezzi che serve per far percorrere lunghi tratti alla merce. In questo caso, per trasporto intermodale a Pozzuoli e nei Campi Flegrei, l’obiettivo sembrerebbe facilitare l’accesso all’imbarco, e quindi creare varianti e tunnel per ottimizzare i tempi d’imbarco. Con gli stessi finanziamenti usati per il trasporto su ferro, la società COPIN S.p.A. effettuerà “la realizzazione di opere ricomprese nel programma di adeguamento del sistema di Trasporto Intermodale nelle aree di interessate dal fenomeno del bradisismo”. Concretamente questi interventi prevedono la bonifica dei serbatoi POL della Marina Militare, il potenziamento di Via Fasano con un’area terminal passeggeri, il collegamento tra la tangenziale di Napoli e la rete viaria costiera e la variante che da Via Campana dovrebbe sbucare più o meno all’altezza dei cantieri Maglietta. La stessa società ha già avviato dei lavori, eseguiti o in corso di completamento, per la cifra di oltre 200 milioni di euro. Considerando nell’ambito del Piano Intermodale, gli interventi già realizzati dalla società COPIN S.p.A. a Pozzuoli comprendono il così detto “Ponte Mostro” in zona Solfatara, costruito su antiche rovine archeologiche con il bene placido della soprintendenza archeologica, il Tunnel che collega Arcofelice con Lucrino (oggetto di ulteriori lavori dopo l’innumerevole numero di morti in auto) che trafora il Monte Nuovo più altri lavori di adeguamento del manto stradale. Nell’illustrare la variante che da Via Campana porta a Pozzuoli centro non si capisce se il mercato ittico a dettaglio venga de localizzato o meno.

Porto di Pozzuoli, parcheggi e sistemazioni urbane
Sempre nell’ambito degli stessi finanziamenti la INFRAFLEGREA PROGETTO S.p.A. è la destinataria di una serie di infrastrutture. Gli interventi finanziati ed in corso di ultimazione comprendono il prolungamento del Molo Caligoliano ed il suo completamento (quasi 20 milioni di euro), la sistemazioni di Via Napoli e del Lungomare Sandro Pertini (costati 15 milioni di euro), il parcheggio multipiano in corso d’opera e la ferrovia stazione cantieri e Pozzuoli (costati entrambi 32 milioni di euro ed in via di conclusione). Ma non sono solo questi gli interventi programmati per Pozzuoli, in corso di perfezionamento ci sono anche la ridisegnazione del porto di Pozzuoli, con un nuovo attracco per i traghetti, adiacente ai cantieri Maglietta, il rifacimento di Piazzale Emporio e Piazza della Repubblica, l’utilizzazione dell’area ex Convento Cappuccini e il Parco della Cava Regia, il tutto per 70 milioni di euro. Per i progetti, invece, proposti da finanziare, ci sono il recupero delle aree dismesse Sepsa e la riqualificazione della vecchia Darsena dei pescatori, anche detta “ù Vàlion”. Secondo il progetto,la darsena andrebbe riqualificata,con la rimozione di tutte le barche in legno e le strutture in alluminio che attualmente occupano la zona antistante la chiesa della Madonna Assunta,senza tener conto di tutte quelle micro-attività di restauro e riparazione imbarcazioni che sono ormai parte integrante del territorio. Altri punti della relazione fanno riferimento alla ridefinizione dello specchio d’acqua. Ebbene si le “voci di popolo” relative ad un’eventuale cementificazione sull’area del “Valione” non erano del tutto infondate. Lo specchio d’acqua dovrà essere geometrizzato e caricato di una gradinata al suo interno. Le stesse gradinate, potranno anche diventare una sorta di arena sull’acqua. “Nessuna gradinata o arena sull’acqua – ha affermato il Sindaco di Pozzuoli, Pasquale Giacobbe – siamo pronti anche a perdere i finanziamenti perché la darsena con i pescatori è il simbolo della città”. Dichiarazioni, però, che vanno in contrasto con i progetti già avviati, proprio perché nell’adeguamento del porto è previsto uno spazio per i soli pescatori. Una questione, quella della Darsena, ancora non tanto chiara, in quanto i progetti rientrano sempre nei finanziamenti del Piano Intermodale.

Rione Terra
Il recupero e la valorizzazione del Rione Terra sono concessi dal Presidente della Regione Campania designato all’attuazione della legge 80/84 inerente il piano triennale di sviluppo della Campania ed il connesso programma pluriennale di interventi destinati ad affiancare l'opera di ricostruzione dei territori colpiti dal sisma del 1980-1981 mediante iniziative di rilancio dello sviluppo economico regionale. Il recupero del Rione Terra, finanziato con fondi pubblici e fondi privati è stato affidato al CONSORZIO RIONE TERRA POZZUOLI. Gli interventi dovrebbero comprendere: percorso e parco archeologico, strutture turistico ricettive, botteghe artigiane al piano terra, ufficio di rappresentanza del Comune (sala consiliare), uffici e laboratori di restauro della Soprintendenza ai beni archeologici, museo civio-archeologico, diocesano e della Cattedrale, vescovado, centro congressi, centro polifunzionale, tempio Duomo e Capitaneria di Porto. I lavori, iniziati negli anni ottanta, necessitano di ulteriori investimenti per completare l’opera di circa 90 milioni di euro, e l’ultimazioje è prevista per il 31 marzo 2010. Nel corso della presentazione non si fa riferimento a luoghi pubblici che non siano di ristorazione, ad una casa delle associazioni, non si capisce secondo quale criterio dovranno essere “scelte” le botteghe artigianali e soprattutto se verrà preservata un’attività primaria come la pesca.

Waterfront e riconversione della zona industriale
È il centro di tutto, le strade, le stazioni, il porto sono tutte opere realizzate per confluire meglio con la riqualificazione della zona che un tempo ospitava le vecchie fabbriche. L’intervento di società private, per 350 milioni di euro è però ancora in fase di progetto. WATERFRONT FLEGREA S.p.A. la proprietaria dei suole della ex Sofer e Livio Cosenza, titolare della “Waterfront” (società partecipata che ha tra i suoi partner Pirelli, Milano Investimenti e Finmeccanica). Secondo i primi progetti la destinazione della zona dovrebbe essere turistico ricettiva, con centri benessere e sport, commerciali ed artigianali con una bella fetta di terziario. I promotori vedono la partecipazione, oltre la Waterfront, anche di investitori istituzionali e dei maggiori gruppo di gestione delle attività turistiche, di tempo libero ecc. Il mercato ittico all’ingrosso verrebbe trasformato nel “Palazzo del mare”, privandolo, quindi, della sua funzione attuale, ancora non è chiaro, però, dove il mercato ittico all’ingrosso andrà ad operare. Un centro velico internazionale, pontili per la fruizione della città sommersa, comprese le nuove rotonde per la Piazza Aldo Moro e di Via Campi Flegrei, strutture di servizio alla balneazione, parco urbano attrezzato con impianti sportivi ed altro ancora. Ma la zona che interessa l’unica fonte di produzione industriale sul territorio, ossia la Prysmian sembra non essere dislocata ma, nella stessa area sorgeranno un centro servizi turistici, un centro congressi, un cinema Imax, albergo ed attività archeologiche marine. Lo stesso progetto prevede, inoltre, anche l’abbattimento delle rampe di Via Pergolesi, la riqualificazione delle aree intorno al Macellum, nuovi parcheggi multipiano e tante altre opere mastodontiche. Tutto dovrebbe ultimarsi per dicembre 2012.

Una serie di progetti e “riqualificazioni” volte a cambiar volto alla città di Pozzuoli e a dare un’opportunità di sviluppo (come diceva lo slogan durante il forum). Una serie di interventi ampi e costosi, che, con tutta la sfiducia che alimentano sempre i grandi progetti, si speri non abbiamo la stessa brutta sorte della zona dismessa dell’ ex Italsider di Bagnoli, anch’essa candidata, anni a dietro, a diventare un polo di attrazione turistica di alto livello, e che oggi aspetta ancora la bonifica.


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